23 luglio
"Pete, You Outlasted The Bastards!"
Mentre
Pete ed io viaggiavamo verso Washington per la cerimonia di insediamento del
Presidente Obama, mi ha raccontato l'intera storia di "We Shall
Overcome", di come, da un gospel nero, si sia trasformata in una canzone
del movimento operaio e poi, grazie all'estro di Pete, sia stata adottata dal
movimento per i diritti civili.
E quel giorno, mentre cantavamo "This Land Is Your Land" ho guardato
Pete. Il primo presidente nero degli Stati Uniti era seduto alla sua destra. Ho
pensato al viaggio incredibile che aveva fatto Pete. Sapete, la mia stessa
esperienza, l'essere cresciuto negli anni '60 in una città segnata dalle
rivolte razziali, rendeva quel momento qualcosa di difficile da credere. E Pete
aveva alle spalle trenta anni più di me di lotte e di vero attivismo.
Era così felice quel giorno. Era un po' come dirgli "Pete, sei vissuto più
di quei bastardi. Li hai seppelliti." È stato così bello. Così bello.
Alle prove il giorno prima, faceva un freddo cane. Erano 10 gradi sottozero. E
Pete stava là con addosso la sua camicia di flanella. Gli ho detto: "Ehi,
faresti bene a metterti addosso qualcosa oltre alla camicia!", e mi fa
"Sì sì, ho la calzamaglia e la maglietta sotto questa roba".
Poi gli ho chiesto: "Come vuoi affrontare 'This Land Is Your Land'?",
visto che sarebbe stata alla fine dello spettacolo. E tutto quello che ha detto
è stato: "Beh, so che voglio cantare tutte le strofe, tutte quelle che
scrisse Woody, soprattutto le due che furono tolte, quelle sulla proprietà
privata e sull'ufficio dei sussidi".
E ho pensato, certo, è normale. Questo è quello che Pete ha fatto per tutta la
vita: canta sempre tutte le strofe. Ogni volta. Soprattutto quelle che ci
piacerebbe lasciare da parte, quegli episodi della storia del nostro popolo che
ci farebbe comodo ignorare.
Ad un certo punto, Pete Seeger ha deciso che sarebbe stato una memoria vivente
e cantante di tutta la storia americana. Sarebbe stato l'archivio vivente della
musica e della coscienza americana, una dimostrazione del potere della canzone
e della cultura di guidare la storia, di spingere gli eventi americani verso
fini più umani e giusti. Ha deciso che avrebbe avuto il coraggio e l'audacia di
essere la voce della gente.
Ora nonostante l'aspetto da nonno benevolo di Pete, sapete, lui è una creatura
di un ottimismo testardo, ribelle e cattivo. Porta dentro di sé una durezza
d'acciaio che smentisce questa facciata da nonno buono, e che non lo fa
indietreggiare di un passo dai principi in cui crede.
A novant'anni, rimane un pugnale piantato nel cuore delle illusioni che il
nostro paese ha di sé stesso.
Pete Seeger canta ancora tutte le strofe. Ogni volta. E ci ricorda i nostri
immensi fallimenti, oltre a puntare una luce verso i nostri migliori angeli
all'orizzonte, dove il paese che abbiamo immaginato e tenuto caro, speriamo, ci
aspetta. E oltre tutto non fa pesare questo suo ruolo per niente. Questo ruolo
è diventato per lui qualcosa di naturale e disinvolto. E' una persona
divertente e molto eccentrica.
La canzone che Tom Morello ed io stiamo per cantare l'ho scritta a metà degli
anni '90 ed è nata come una sorta di conversazione con me stesso. E' stato un
modo di ritrovare le mie radici.
E l'ultima strofa della canzone è il bellissimo discorso che Tom Joad sussurra
alla madre alla fine di "Furore" di John Steinbeck. Dice:
"Ovunque un poliziotto picchia una persona
Ovunque un bambino nasce gridando per la fame
Ovunque c'è una lotta contro il sangue e l'odio nell'aria
Cercami, mamma
Io sarò là"
Ebbene, Pete è sempre stato là. Sempre.
Per me, quel discorso è sempre stato un'inspirazione. Per Pete, è semplicemente
uno stile di vita.
Il cantante nella mia canzone è alla ricerca del fantasma di Tom Joad. Lo
spirito che ha il fegato e la resistenza di andare avanti, di vivere e
combattere per i suoi ideali.
Sono felice di portare quello spirito, il fantasma di Tom Joad è con noi in
carne ed ossa stasera. Sarà su questo palco per un momento. Assomiglierà
terribilmente a vostro nonno, che indossa camice di flanella e buffi berretti.
Assomiglierà a vostro nonno, se vostro nonno può ancora prendervi a calci nel
culo.
Questa è per Pete...
-Bruce Springsteen
Pete Seeger's 90th Birthday Celebration Concert
Madison Square Garden, New York City
May 3rd, 2009
P.S. Io c'ero.